In questi giorni in cui s'è assistito al ritorno di Annozero su Raidue, stanno emergendo le azioni principali della strategia di controllo del palinsesto televisivo e, più in generale del mercato dell'informazione, da parte del PdL. Per dare consistenza metodologica e cercare di inferire una regola generale, ho deciso di inquadrare alcuni fatti e dichiarazioni limite che poi vengono continuamente ripetute e ciò ha l'effetto di dimunuire la portata scandalistica delle medesime dichiarazioni.
(A) "Ad Annozero c'è stato un eccesso di scandalismo, la volontà di imbastire processi mediatici basati sul gossip, lasciando intendere notizie di reato che invece non ci sono." Il ministro Scajola prosegue dicendo che Santoro "non ha licenza d'insultare". Fonte: Corriere.it - 27 settembre 2009
Analisi di (A): Attenzione alla genericità delle accuse. Spesso sono vuote. in questo stralcio di intervista noto due particolarità: la prima è il linguaggio che enfatizza il contenuto del programma di Santoro che dovrebbe essere un programma di approfondimento politico, ma che, secondo le parole del ministro è eccessivo in quanto a contenuto scandalistico, manda in onda un processo mediatico, parla di gossip, ovvero di fatti privati che non sono rilevanti per la vita pubblica, e che è ingannevole perché fa capire che alcuni fatti sono penalmente rilevanti quando invece non lo sono. Inoltre nell'ultima informazione, sentendosi di precisare che Santoro non dispone di licenza d'insultare, lascia intendere che Santoro ha insultato.
La seconda particolarità è che le parole del ministro entrano nel merito del contenuto del programma in modo molto generico. Al posto di dimunuire la portata di uno o più fatti in modo circonstanziato, gioca le sue carte con parole vaghe che sono poco significative, ma che hanno una forza attrattiva: di gossip normalmente si occupano le trasmissioni frivole, non i programmi di approfondimento politico, i processi in piazza sono fenomeni che appartengono a stati in cui il diritto non è forte, come se si volesse esporre un personaggio al giudizio della folla. Chi è il colpevole? Cristo o Barabba?
Inoltre il fatto che Scajola parli di notizie di reato nella sua intervista lascia passare nel lungo perido un concetto che è quello che solo i fatti penalmente rilevanti siano anche importanti e debbano essere raccontati. Questo è un gioco perverso, perché all'interno della sfera politica esiste anche il potere di cambiare ciò che è penalmente rilevante in corso d'opera.
Per quanto riguarda la licenza di insultare, Scajola ancora si rivolge a Santoro con parole generiche. Non dice che Santoro ha insultato e quali sono stati gli insulti, ma parla di insulti. Cosa vuol dire insulto? Quando si insulta? A memoria mia, Santoro non ha insultato nessuno all'interno del programma. Ha solo deciso di mandare in onda stralci di interviste o di conferenze stampe che ancora non erano state mandate in onda in Italia.
Attenzione quindi alle accuse generiche. Sono vuote. Chiedete sempre di circostanziare, così potrete difendervi.
(B): Il servizio pubblico ed il canone: "Non paghiamo più la tassa a Santoro" scrive la redazione del Giornale della famiglia Berlusconi. E gli fa eco il quotidiano Libero, vicino alle posizioni del PdL che titola in prima pagina "Rai, si può disdire il canone" da Libero, 27 settembre 2009.
Analisi di (B): Questa argomentazione è falsa. il programma di Santoro nell'edizione scorsa ha fatto incassare in entrate pubblicitarie ben più di quanto è costato. E' stato uno dei programmi di punta della Rai e quindi, senza di esso, la Rai dovrebbe attingere ad altre fonti finanziarie o ridurre il proprio budget da allocare per altri programmi. Il programma di Santoro dunque potrebbe servire a finanziare altri programmi Rai. Non esiste perciò alcuna Tassa Santoro.
"Rispetto talmente i lettori del Giornale che sono disposto a fornire alcune informazioni precise sui costi di Annozero: correttamente il Giornale ha scritto che noi costiamo, compresi i miei faraonici compensi, 220 mila euro a puntata. E ha fatto pure un'equazione, dicendo che questa cifra corrisponde a 2046 abbonamenti della Rai. Bisogna però chiarire che questa informazione è stata tratta da una comunicazione ufficiale fatta dalla Rai al Parlamento, quindi una comunicazione solenne dove c'era scritto, badate bene, che Annozero questi 220 mila euro se li guadagna tutti con la pubblicità e in più riesce alla fine della stagione a lasciare nelle tasche della Rai qualche milione di euro in più, che servono ovviamente per scopi più nobili dei nostri". Michele Santoro - Fonte: il Messaggero - 23 aprile 2009
La mia analisi finale è che ci vorrebbero altri personaggi alla Santoro in televisione. Per alzare il livello medio dei programmi, per renderli più interessanti. Che non la pensino tutti allo stesso modo però.
La diversità di pensiero è una ricchezza. Per la politica, per l'informazione e per tutto.